Letta assemblea nuovo
(schermata da diretta Pd)

Un nuovo centrosinistra capace di dialogare con M5s. Il tema delle alleanze è probabilmente quello più atteso nell’intervento di Enrico Letta all’assemblea nazionale Pd, a un mese dalla sua elezione a segretario del partito. Si è partiti dai risultati della consultazione dei circoli, attraverso le risposte ai 21 punti del “vademecum” sottoposto da Letta ai militanti. Le prossime amministrative saranno un “primo passaggio, perché siamo in una fase di costruzione di un percorso”. Ma è alle politiche che punta Letta. Obiettivo dare vita a “un nuovo centrosinistra che ruota attorno a noi e che dialoga con M5s”. Naturalmente con le forze politiche che hanno appoggiato il Conte 2 c’è una condivisione maggiore e Letta lo segnala anche con un preciso messaggio di solidarietà al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Agorà

Un nuovo centrosinistra che di baserà anche su di un Pd rinnovato. “Le agorà democratiche – secondo Letta – saranno un modo per ripensare il nuovo partito e per aprire un dibattito in Italia sul futuro della democrazia”. Anche dopo la pandemia ci sarà un ruolo del digitale molto più importante di prima. Una sfida in positivo anche per i dem. Letta ha rilevato: nel “nostro Paese si è discusso di modalità di partecipazione o attraverso la parola digitale intesa come sinonimo di Rousseau” o al contrario sotto forma di partiti dei leader. Oggi “la maggior parte dei partiti italiani sono sovrapponibili al leader. Noi vogliamo fare una grande riflessione sul futuro del partito come intelligenza collettiva”, ha rimarcato Letta, e “ci candidiamo” a essere questa novità “con il ruolo dei territori, dei militanti e degli attivisti. Grazie a un uso corretto del digitale il Pd può essere il partito vincente”.

Territori

Decisivo di nuovo il ruolo dei territori, che si collega alla valorizzazione del lavoro dei sindaci, in vista delle amministrative. Perciò, dice Letta, “rispetto dei territori e delle scelte che faranno. Con la possibilità di utilizzare uno strumento che a me piace, quello delle primarie”. Il Pd non è “un partito che decide i candidati da Roma, siamo un partito che crede nella forza dei territori”. Le primarie possono essere lo strumento per “rendere più forte la scelta. Anche lì con la duttilità necessaria, quando questo sia ritenuto dai territori necessario”.

Collegati

Significativi anche i richiami alla fase di crisi per il Covid. “C’è chi dice che occuparsi di diritti mentre c’è la pandemia non è il momento migliore. Sono fermamente convinto – afferma Letta – che si possa tenere insieme la difesa dei diritti e l’impegno per la fine del mese per ogni italiano. Si capisce anche dal ruolo che stiamo giocando nel governo. Con gli aiuti a chi ha chiuso, a chi ha lavorato per tenere il nostro paese vivo, per garantire i servizi. La fine del mese e i diritti stanno insieme, non sono scollegati. Chi pensa si potrebbe stare meglio alla fine del mese anche senza i diritti, ha un’idea strana della vita e della comunità”.