lavoro
(foto Jason Goh da Pixabay)

Arriva dal paese dell’ultra-produttività una proposta shock: settimana super corta di quattro giorni lavorativi. Il Giappone del post pandemia vuole sfruttare le positività emerse da un anno di lavoro a distanza e flessibile, che non avrebbe ridotto la produttività, anzi. L’idea è quella della settimana lavorativa di quattro giorni per migliorare l’equilibrio tra tempo di lavoro e tempo per la vita privata. Nell’ultimo anno i dipendenti hanno dimostrato di non aver bisogno di essere fisicamente in ufficio cinque giorni alla settimana e, magari, fino a tarda notte per rimanere produttivi.

Stachanov

Il Sol Levante è stato il paese icona del lavoro, ai limiti dello stacanovismo. Sui media giapponesi sono state ricorrenti le storie di dipendenti che si ammalati o addirittura sono per il ‘superlavoro’. Straordinari eccessivi e stress possono minare la salute. È stato coniato un termine apposito: “karoshi”, che appunto significa “morte per troppo lavoro”. Particolare scalpore ha fatto il caso di Miwa Sado, una 31enne reporter della televisione pubblica giapponese NHK, morta nel luglio 2013 dopo aver svolto 159 ore di straordinario in un mese. Ma medie di straordinario di 100 ore per più mesi consecutivi sono state spesso una realtà diffusa.

Neoliberista

Ora il governo del premier conservatore e neoliberista, Yoshihide Suga, sta pensando concretamente alla possibilità di incoraggiare le aziende a optare per la settimana di quattro giorni lavorativi. Secondo il quotidiano Mainichi Shimbun. L’obiettivo dell’esecutivo è quello di concedere più tempo ai dipendenti per prendersi cura della famiglia o per acquisire nuove competenze. La pandemia di coronavirus ha apportato enormi cambiamenti al modo in cui le aziende giapponesi, la gran parte delle quali ancora legate a schemi rigidi e tradizionali, svolgono le loro attività. Il governo pensa che settimana super corta, ma anche orari di lavoro flessibili, lavoro a distanza, interconnessione possano rimanere anche dopo la fine della crisi sanitaria.

Macroeconomico

Con un auspicio anche di tipo macroeconomico, un giorno libero in più ogni settimana incoraggerebbe le persone a uscire e a spendere, stimolando così l’economia. La riforma degli stili di vita e di lavoro di milioni di giapponesi potrebbe rivelarsi cruciale. Si prevede inoltre che i giovani avranno più tempo per sposarsi e avere figli, rispondendo al problema della riduzione del tasso di natalità. Il Giappone, come la Cina, deve fare i conti con un calo demografico e con il fattore di una popolazione sempre più anziana. “Il governo è davvero convinto che questo cambiamento di atteggiamento possa mettere radici nelle aziende giapponesi”, ha detto a all’emittente DW Martin Schulz, chief policy economist della Global Market Intelligence Unit di Fujitsu.

Quadro

Proprio il colosso tecnologico nipponico sembra aver colto l’opportunità. A partire dallo sviluppo del lavoro a distanza e dal taglio fisico dello spazio per uffici nella sua sede di Tokyo del 50%. Per superare le resistenze delle aziende tradizionali, ma anche la preoccupazione dei dipendenti per una riduzione dei salari, sarà fondamentale il quadro legale che il governo saprà elaborare. Per garantire i diritti dei lavoratori e assicurare alle imprese la migliore produttività.