Giustizia
(foto succo da Pixabay)

Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità gli emendamenti al disegno di legge delega per l’efficienza del processo penale. Gli emendamenti sono stati proposti dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Il via libera alle misure di riforma della giustizia è arrivato dopo una serrata discussione, legata soprattutto alle valutazioni del Movimento 5stelle.

Sostegno

Come ripetutamente avvenuto su veri temi delicati per il governo, decisiva per sbloccare la situazione si sarebbe rivelata la mediazione del presidente del Consiglio, Mario Draghi. Il premier avrebbe chiesto – senza che venissero espressi dissensi – il sostegno alle nuove norme da tutte le forze di maggioranza, anche in sede di esame in Parlamento. La riforma del processo penale messa a punto dalla Guardasigilli punta a velocizzare i tempi della giustizia e a renderli compatibili con gli obiettivi del Pnrr e gli standard europei.

Alternativi

Per accontentare i pentastellati si sarebbe puntato a evitare la scomparsa dell’opzione del carcere in caso di reati come associazione per delinquere e corruzione. Più in generale, le nuove misure prevedono tempi non dilatati della durata delle indagini preliminari. La revisione, sulla base delle indicazioni che verranno dal Parlamento, della obbligatorietà dell’azione penale. Un ricorso a riti alternativi e a sanzioni alternative, come la ‘messa alla prova’, per una più ampia serie di reati di non significativo allarme sociale. Per il segretario Pd, Enrico Letta, abbiamo “l’occasione per riformare la giustizia in Italia, dopo decenni di blocchi e di scontro politico. Competenza e terzietà della ministra Cartabia sono una garanzia per tutti. Si tratta di un obiettivo non più rinviabile”.

Prescrizione

Soddisfazione viene espressa dalla responsabile giustizia dei dem, Anna Rossomando, in particolare “per la presenza di diverse proposte avanzate dal Pd. Innanzitutto più garanzie a tutela del principio di non colpevolezza”, E poi “l’incentivazione della definizione anticipata dei procedimenti attraverso il potenziamento dei riti alternativi e un più ampio ricorso alla giustizia riparativa”. Su di un altro tema caldo, la prescrizione, Rossomando rileva: “Valutiamo favorevolmente l’accoglimento della nostra proposta della prescrizione processuale per fasi dopo il primo grado. Consentirà di arrivare a una soluzione ragionevole, rispondente alla funzione di questo istituto, oltre che aderente alla Costituzione”.