Dazn
(foto media.dazn.com/it)

Tifosi in rivolta contro Dazn. La società britannica di video streaming online detiene i diritti per la gran parte delle partite di Serie A per il triennio 2021-2024. Dopo i ripetuti intoppi nella trasmissione dei match, ora – secondo il Sole 24 Ore – arriva la decisione di cambiare i contratti in corso. L’idea è quella di non consentire più agli abbonati di usufruire dei servizi su due dispositivi contemporaneamente.

Consumatori

Immediata è partita la rivolta dei tifosi/utenti via social. Ma anche le associazioni dei consumatori hanno fatto sentire la loro voce, coinvolgendo Agcom e Antitrust. Dazn ha deciso di tagliare la cosiddetta “concurrency”, ovvero la possibilità di accedere da due device contemporaneamente dallo stesso account. Contattata dal Sole 24 Ore Dazn replica con un “no comment”. In realtà, sarebbero in partenza le comunicazioni agli abbonati, che avranno la possibilità di esercitare il diritto di recesso.

Dispositivi

Per lo streaming in teoria gli abbonati possono usufruire del servizio su tutti i dispositivi abilitati, tra cui cellulari e tablet iOS e Android, vari modelli di Smart TV, Chromecast, Amazon Fire TV Stick, Xbox One e PlayStation 4. Sin dalle prime giornate del campionato la trasmissione delle partite ha fatto registrare pause, attese, disservizi e problemi vari nella visione. Ora l’ostilità all’annunciato taglio è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’hashtag “#daznout” è rapidamente entrato in tendenza.

Concurrency

Il presidente nazionale dell’U.Di.Con. (Unione per la Difesa dei Consumatori), Denis Nesci, va alla carica: “Alla luce dell’andazzo del proprio servizio, crediamo che Dazn debba andare incontro agli abbonati fornendo maggiori servizi, non eliminandoli come avrebbe in mente di fare. Dazn ha venduto il servizio facendo leva sulla concurrency e adesso vuole eliminarla”. Per Nesci “non può passare il messaggio che le offerte possano cambiare in maniera così repentina a scapito dei consumatori. Vigileremo su quest’aspetto su cui siamo pronti a battagliare”. La concurrency è utilizzata anche da altre piattaforme come Netflix, Disney+ e Spotify. È un’opzione che permette ai componenti di uno stesso nucleo familiare di ottimizzare i costi.

Pirateria

Si starebbero però verificando forme si utilizzo fraudolento attraverso condivisioni che superano gli ambiti familiari. A fianco dei tifosi si è schierata anche la politica. “Non è tollerabile che sia impedito di utilizzare il servizio alle condizioni previste, men che meno facendosi scudo dietro la pur condivisa esigenza di contrastare la pirateria”, sostiene Marco Lacarra, deputato Pd. Gli fa eco Massimiliano Capitanio, capogruppo della Lega in Vigilanza Rai: “Non sarà certo un bel regalo di Natale. Alle autorità competenti spetterà la valutazione sulla liceità della modifica contrattuale”. Di “iniziativa unilaterale e ingiusta” parla il pentastellato, Alessandro Amitrano: “Dazn faccia marcia indietro, i diritti dei consumatori non sono un optional”.