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martedì, 9 Agosto 2022

Draghi, allarme Superbonus. Nuove misure per arginare le truffe miliardarie

Non è oro tutto ciò che luccica, soprattutto se poi luccica nelle tasche dei truffatori. È ormai allarme Superbonus. “I sequestri deliberati dalla magistratura a fronte di situazioni fraudolente – ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi – hanno raggiunto importi di 2,3 miliardi e le somme oggetto di controllo sono molto più alte”. Insomma, a frenare il cosiddetto volano ‘miracoloso’ del bonus 110% sono state “truffe – ha segnalato il ministro dell’Economia, Daniele Franco – che sono tra le più grandi che questa Repubblica abbia mai visto”.

GdF

Una situazione praticamente fuori controllo, con almeno 4 miliardi di crediti fiscali fasulli accertati dalla Guardia di Finanza. Cifre riscosse da imprese fantasma per lavori mai eseguiti e finite su conti correnti di malavitosi in paradisi fiscali. Quindi, sottolinea Draghi: “Il superbonus si è fermato non per gli ostacoli sulla cessione dei crediti”, ma per il peso di truffe da capogiro. “Quelli che più tuonano oggi sulla necessità di proseguire” e sostengono “che le frodi non contano e che bisogna andare avanti – dice Draghi – sono gli stessi che hanno scritto una legge di fatto senza controlli”. Draghi pretende un cambio di rotta. La priorità, sostiene il ministro Franco, è “far funzionare il meccanismo in condizioni di certezza, che aiuteranno tutto il sistema”. I correttivi dovrebbero trovare posto in un emendamento cui sta lavorando il ministero dell’Economia insieme al Parlamento.

Controlli

Probabilmente non ci sarà soltanto un’unica, troppo penalizzante, cessione dei crediti d’imposta, ma anche due o tre, in un quadro però di controlli più stringenti. Draghi non ha dubbi: “Non credo che i problemi che si manifestano dipendano dai controlli”. Anzi, precisa Franco, “osservazione, controllo ex ante dell’Agenzia delle entrate, limiti al numero di cessioni dei crediti vanno tutti nella direzione di assicurare certezza agli operatori. L’importante è che il mercato riparta, in modo più sicuro di prima”. E poi assicura Draghi: “Non è che l’edilizia senza Superbonus non funzioni. Si è giovata di questo strumento, ma non bisogna pensare che senza non andrebbe avanti”. Un discorso che si collega a una situazione economica che va tenuta in carreggiata, dopo i numeri sicuramente buoni del 2021 su crescita e debito pubblico.

Sfide

Il governo deve adesso affrontare sfide importanti, dal caro energia all’inflazione”. L’aumento dei prezzi generalizzato, avverte Draghi, “sta aggredendo il potere acquisto dei lavoratori ed erodendo la competitività delle imprese”. Una situazione che, dopo mesi di tranquillità, ha rimesso in gioco il temutissimo spread. “Aumenta – ammette Draghi -, ma meno di quanto stia aumentando quello di altri Paesi europei”. Ciò, comunque, “non deve assolutamente nascondere che partiamo da una base molto più alta e da un volume di debito più alto”. Occorrerà spendere bene, a partire dai soldi del PNRR, e vigilare sui conti e sul debito. Insomma, rimarca Draghi: “Bisognerà continuare a tenere questi numeri, ma soprattutto continuare con una crescita sostenuta e sostenibile, duratura e stabile”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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