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mercoledì, 1 Febbraio 2023

La “linea rossa” gracchia. Biden e Putin non disinnescano le tensioni sull’Ucraina

Forse questa volta la famosa “linea rossa” telefonica tra Washington e Mosca era disturbata, magari gracchiava. Fatto sta che Joe Biden e Vladimir Putin non sembrano riusciti a disinnescare le tensioni sull’Ucraina. I due leader sono stati alla cornetta circa un’ora, ma ciascuno è restato sulla sua posizione. Intanto si moltiplicano gli appelli dei governi dai quattro angoli della Terra per invitare i concittadini a lasciare Kiev. In gran fretta, al più presto.

Ammonimenti

Il capo della Casa Bianca avrebbe ripetuto gli ammonimenti sui costi pesantissimi di un’invasione russa dell’Ucraina. “insieme ai nostri alleati risponderemo in modo deciso e imporremo costi immediati e severi” a Mosca. Washington si dice pronta a utilizzare ogni risorsa diplomatica, ma è “altrettanto preparata per altri scenari”. Secondo fonti Usa l’invasione potrebbe avvenire in qualsiasi momento e iniziare magari con un bombardamento aereo. Per il Cremlino si tratta soltanto di “speculazioni provocatorie”. Mosca parla di un “picco di isteria” da parte statunitense, ma rivela che Putin e Biden avrebbero concordato di continuare il dialogo.

Sabotato

Il principale consigliere per la politica estera del presidente russo, Yury Ushakov, ha lamentato il fatto che l’Occidente abbia armato l’Ucraina. E anche che Kiev abbia deliberatamente “sabotato” gli accordi di Minsk, mediati dall’Occidente, per porre fine al conflitto nel Donbass, nell’Ucraina orientale. Putin resta convinto che gli americani non tengano conto dei problemi di sicurezza che interessano la Russia. Un funzionario statunitense ha detto ai giornalisti che la conversazione è stata “professionale”, ma che “non c’è stato alcun cambiamento fondamentale nelle dinamiche in atto ormai da diverse settimane”. Vaso di coccio tra i vasi di ferro, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che gridare al lupo per l’invasione genera soltanto il panico, terrore che è “il migliore amico dei nostri nemici”, ovvero i russi.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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