14.3 C
Roma
lunedì, 28 Novembre 2022

Afghanistan: giornaliste e presentatrici obbligate a coprire il volto in televisione

Giornaliste e presentatrici dei canali televisivi in Afghanistan in onda con il volto coperto, così come deciso dal governo dei talebani. Le resistenze di alcune coraggiose professioniste dei media sono state immediatamente stroncate, anche con minaccia di licenziamento. Dal ritorno al potere gli ‘studenti’ legati al fondamentalismo islamico hanno imposto restrizioni via via sempre più pesanti alla vita delle donne. Un portavoce del ministero talebano del Vizio e della Virtù ha affermato: “Questa non è la nostra parola, è un ordine di Dio. Se il viso non è coperto, non possiamo dire che vi sia un’osservazione assoluta dell’hijab come dovrebbe essere per le donne”.

Popolari

Notiziari e ogni altro programma su canali molto popolari come TOLOnews, Ariana Television, Shamshad TV e 1TV avranno d’ora in avanti presenze femminili soltanto a volto coperto. La presentatrice di TOLOnews, Farida Sial, ha dichiarato alla BBC: “Va bene che siamo musulmane e indossiamo il hijab (il velo che copre il capo, il collo, le orecchie indossato dalle donne islamiche, ndr), ma è davvero molto difficile lavorare e parlare con il viso coperto per due o tre ore consecutive”. Un’altra giornalista afgana, che ha chiesto di non essere nominata, ha detto: “Oggi è un altro giorno nero per le donne del mio Paese“.

Escluse

In prospettiva non è escluso che l’approdo finale sia la totale eliminazione di ogni presenza femminile dai programmi televisivi. L’obiettivo dei talebani è quello, allucinante, di cancellare le donne dalla vita sociale e politica. Oltre all’imposizione del velo ovunque in pubblico, i talebani hanno fissato una lunga serie di restrizioni che vanno dalla possibilità per le donne di frequentare giardini e parchi pubblici soltanto in giorni determinati e separate dagli uomini, al divieto di viaggiare senza la presenza di un ‘tutore’ maschio.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti