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venerdì, 9 Dicembre 2022

G20, l’Ucraina domina i lavori di Bali. Prevale condanna per aggressione di Mosca. Meloni-Xi Jinping, gli opposti si attraggono. Invito a Pechino

È la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina a condizionare lo scenario politico ed economico mondiale. L’Ucraina ha dominato il vertice G20 di Bali e alla fine è prevalsa la “condanna”. Restano titubanze di valutazione sulla situazione da parte di Cina e Arabia Saudita, ma anche dell’India a cui passa la presidenza di turno del Forum.

Finale

Nella dichiarazione finale dei leader, in ogni caso, si legge: “La maggior parte dei membri ha condannato fermamente la guerra in Ucraina e ha sottolineato che sta causando immense sofferenze umane e aggravando le fragilità esistenti nell’economia globale”. Inoltre, si “deplora con la massima fermezza l’aggressione della Russia” e si “chiede il ritiro completo e incondizionato dal territorio dell’Ucraina”. Sebbene il G20 non avesse lo scopo di affrontare o risolvere i problemi di sicurezza, la dichiarazione evidenzia le conseguenze significative che la situazione della sicurezza può avere sull’economia globale.

Nucleare

Più deciso il consenso contro i rischi di minaccia atomica. “L’ uso o la minaccia di uso di armi nucleari è inammissibile. La risoluzione pacifica dei conflitti – si afferma – così come la diplomazia e il dialogo sono vitali. L’era di oggi non deve essere di guerra”. Posizioni che hanno trovato il sostegno dell’Italia. “Mi pare che questa riunione segni un riavvicinamento tra Occidente e il resto del mondo – ha commentato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni -. Con un accordo sul testo, nel quale viene inserito un passaggio molto significativo di condanna dell’aggressione russa”. Meloni in conferenza stampa ha rimarcato: “Non si poteva fingere di non vedere quello che sta accadendo”. Tuttavia, “la situazione era molto complessa. C’erano gli ingredienti perché il G20 si traducesse in un fallimento, ma invece è stato un successo”.

Missile

Sulla vicenda Ucraina, segnala Meloni, “tutti ci rendiamo conto che si deve lavorare a una soluzione alla crisi, ma non si può prescindere dalla volontà della nazione aggredita”. E quanto all’episodio del missile, con ogni probabilità della contraerea ucraina, caduto in Polonia, l’origine dell’ordigno – secondo Meloni – “non cambia la sostanza. La responsabilità di quello che è accaduto, per quanto ci riguarda, è tutta russa. La Russia sta distruggendo infrastrutture civili ucraine. Il rischio di colpire il territorio polacco è un rischio che i russi conoscono, quindi la responsabilità di quello che è successo è russa”.

Civiltà millenarie

In zona Cesarini, alla fine del summit, è arrivato anche l’incontro bilaterale tra Meloni e il Presidente cinese, Xi Jinping. Un colloquio “molto cordiale”, segnalano fonti di Pechino, a conferma della forza di attrazione tra opposti. Quello tra Italia e Cina, hanno riconosciuto gli interlocutori, è un rapporto “antico”, tra “due civiltà millenarie”. Riconosciuta, secondo Roma, “la necessità di collaborare per l’efficace gestione delle più gravi e impellenti sfide globali e regionali” e quindi di riprendere “tutti i canali di dialogo, incluso quello in materia di diritti umani”. Con Pechino esiste “l’interesse del governo italiano a promuovere gli interessi economici reciproci”. E “il presidente Meloni – informa Palazzo Chigi – ha accettato l’invito di Xi Jinping a effettuare una visita in Cina”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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