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venerdì, 9 Dicembre 2022

Mondiale calcio: la FIFA difende la scelta del Qatar, i diritti umani restano in ombra. I consigli dell’esperto ai tifosi in arrivo a Doha per non finire nei guai

Difesa totale della Coppa del Mondo di calcio che si apre in Qatar. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, bolla come “ipocrisia” quella di chi in vista del Mondiale ha denunciato la situazione dei diritti umani nel Paese delle penisola araba. “Sono europeo – ha detto nella conferenza stampa della vigilia – e per quello che abbiamo fatto per 3 mila anni in tutto il mondo, dovremmo scusarci per i prossimi 3 mila, prima di dare lezioni morali. Non devo difendere il Qatar, loro possono difendersi. Io difendo il calcio. Il Qatar ha fatto progressi”.

Atti

Progressi tutti da verificare e proprio a partire dai giorni della competizione. Intanto resta agli atti il rapporto del febbraio 2021 del Guardian, secondo il quale 6 mila 500 lavoratori migranti sono morti in Qatar, da quando ha vinto la sua candidatura per la Coppa del Mondo. Così come resta la macchia della conferma della partecipazione dell’Iran, utilizzata a scopo propagandistico del regime degli ayatollah, massacratore dei suoi cittadini. Simbolica poi la decisione all’ultimo minuto della FIFA si bloccare il servizio di alcolici negli otto stadi del Mondiale. Il suggello viene ancora da Infantino: “Penso che se per tre ore al giorno non puoi bere una birra, sopravviverai”.

Improbabile

Nonostante la difesa d’ufficio, per molti osservatori resta il fatto che un paese intransigente come il Qatar ai tempi della decisione dovesse essere valutato come un candidato improbabile. Quanto al destino dei tifosi internazionali che arriveranno a Doha restano numerosi interrogativi. L’esperto di sicurezza informatica, Philip Ingram MBE, mette in guardia i fan in una intervista al sito di intelligence sulle scommesse Fair Betting Sites. “I visitatori devono rendersi conto – ammonisce Ingram – che, in quanto ospiti in un paese islamico, la Coppa del Mondo non li esenta dalle rigide leggi locali. Anche le attività online potranno essere monitorate. Giocare a poker o scommettere tra amici può farti finire in prigione. Così come portare con sé antidolorifici altrove legali o addirittura tenersi per mano in pubblico tra coppie al di fuori del matrimonio”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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