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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Prove tecniche di feeling, Terzo polo vota con la maggioranza per “ministero dell’Istruzione e del merito”. Carfagna, “ora occorre realizzarlo”

Nella querelle sull’inserimento del termine “merito” nella nuova denominazione del ministero dell’Istruzione voluto da Giorgia Meloni, il Terzo polo si schiera con la maggioranza. Alla Camera sono stati bocciati gli emendamenti alla conversione del decreto legge sui nuovi nomi dei ministeri. In particolare, non sono passate le modifiche sostenute dalle opposizioni (Pd e M5s), che chiedevano l’abolizione della parola merito.

Società evolute

Nell’aula di Montecitorio è scesa in campo la presidente di Azione, Mara Carfagna: “Crediamo che il merito debba essere un obiettivo di tutte le società evolute. Al governo bisogna chiedere di realizzarlo, non di abolirlo. Bisogna chiedere di evitare che diventi oggetto di una vuota retorica e che sia semplicemente declamato nella definizione del titolo di un ministero”. Carfagna non ha dubbi: “Bisogna chiedere di realizzare dovunque il merito, a tutti i livelli. Qual è l’alternativa al merito? È forse il nepotismo? Noi crediamo che la maggioranza del Paese voglia che il merito sia riconosciuto, che il talento sia premiato, che l’impegno dei più meritevoli sia valorizzato. Vigileremo perché il merito non resti uno slogan. E perché la retorica meritocratica non produca ingiustizie oppure danni agli studenti più svantaggiati”.

Censo

Un punto di vista bollato come di “censo” dal vicesegretario Pd, Peppe Provenzano. Si tratta – ha rimarcato l’esponente dem – di “una scelta dettata dall’indifferenza alle ragioni dell’uguaglianza. Perché il merito senza uguaglianza significa un’altra cosa, significa ‘censo’”. E proprio nella legge di bilancio presentata dalla destra al governo, “abbiamo visto i tagli al ministero dell’Istruzione e la riduzione delle effettive e uguali opportunità”. Più in generale, secondo Provenzano, con l’opera di “ridenominazione e di riorganizzazione dei ministeri” voluta da Meloni, si inaugura “una neolingua ministeriale” unicamente “per ragioni identitarie, per ragioni ideologiche”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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