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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Mattarella all’ambasciatore dell’Iran, ferma condanna dell’Italia per la brutale repressione e per le condanne a morte

Netta condanna della repressione del regime degli ayatollah contro il movimento popolare innescato dall’uccisione della giovane Masha Amini nel settembre scorso. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la riprovazione, ricevendo al Quirinale, il nuovo ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran, Mohammad Reza Sabour, per la presentazione delle lettere credenziali.

Indignazione

Nel breve colloquio – informa una nota – il Presidente Mattarella ha espresso “la ferma condanna della Repubblica italiana e la sua personale indignazione per la brutale repressione delle manifestazioni e per le condanne a morte e l’esecuzione di molti dimostranti”. Il Capo dello Stato ha sollecitato il diplomatico a rappresentare presso le autorità di Teheran “l’urgenza di porre immediatamente fine alle violenze contro la popolazione”. Per Mattarella: “Il rispetto con cui l’Italia guarda ai partner internazionali e ai loro ordinamenti, trova un limite invalicabile nei principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”.

Libertà

Già in occasione del messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica si era espresso con decisione: “La speranza di pace – aveva rimarcato – è fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della libertà. Sulla volontà di affermare la civiltà dei diritti. Qualcosa che è radicato nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor più forte nelle nuove generazioni. Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio”.

Limite

Una presa di posizione anticipata in occasione del messaggio alla XV Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori d’Italia. Mattarella aveva richiamato il sistema di valori al cui centro “vi è la dignità umana e il rispetto della persona, che oggi vediamo invece in tante parti del mondo calpestato. Quanto sta avvenendo in queste settimane in Iran supera ogni limite e non può, in alcun modo, essere accantonato”. In uno scenario in cui le crisi assumono sempre più dimensione e portata globale, aveva sottolineato Mattarella: “Anche la nostra risposta, per essere efficace, non può che articolarsi a livello multilaterale. È, del resto, la vocazione espressa in oltre settanta anni dalla Repubblica, incisa nel testo della nostra Costituzione”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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