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venerdì, 14 Giugno 2024

Uganda, massacro islamista al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Decine di studenti morti nell’attacco contro una scuola

Oltre 40 persone, in gran parte studenti e studentesse, sono rimasti uccisi in Uganda durante un attacco di ribelli jihadisti legati allo Stato islamico (IS). Il massacro è avvenuto nella scuola secondaria Lhubirira a Mpondwe, nella parte ovest del Paese dell’Africa orientale. L’assalto sarebbe stato perpetrato da terroristi islamici delle cosiddette Allied Democratic Forces (ADF), gruppo armato ugandese con basi nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), nella insanguinata provincia del Nord Kivu da decenni teatro di scontri armati e carneficine.

Luca Attanasio

Si tratta dell’area dove il 22 febbraio 2021 venne assassinato in un agguato l’ambasciatore d’Italia nella RDC, Luca Attanasio, insieme al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo. Molte delle giovani vittime ugandesi sarebbero perite in seguito all’incendio appiccato dai terroristi al dormitorio dove erano stati rinchiusi. Diverse vittime sarebbero cadute sotto le bombe a mano e i colpi di machete dei terroristi. Secondo un reporter del giornale Daily Monitor alcuni dei corpi ritrovati dai soccorritori sono mutilati e bruciati in modo irriconoscibile. Il sindaco della cittadina, Selevest Mapoze, afferma sono rimasti uccisi 38 studenti, una guardia e due civili. Almeno una decina i feriti in condizioni gravi, mentre altri giovani, tra cui diverse ragazze, sono stati presi in ostaggio dagli islamisti.

Virunga

Le forze di sicurezza ugandesi stavano inseguendo gli aggressori, che si sono inoltrati nel Parco Nazionale Virunga nella RDC, il più antico e più grande dell’Africa famoso per ospitare i gorilla di montagna. I terroristi filo IS dell’ADF combattono contro il governo di Kampala, guidato dal 1986 dal presidente filo-occidentale, Yoweri Museveni. Dagli anni ’90 del secolo scorso hanno creato basi in RDC, da cui compiono raid costati la vita a migliaia di civili. L’area del Congo orientale, ricchissima di materie prime viene controllata con difficoltà dal governo di Kinshasa, è così diventata l’epicentro dell’azione di bande armate e di milizie appartenenti a diversi gruppi etnici, politici e religiosi di Uganda, RDC e Ruanda.

Bambini-soldato

“Le nostre forze stanno inseguendo i nemici, per salvare i rapiti e distruggere il nucleo terrorista”, ha detto su Twitter il portavoce della Difesa ugandese, Felix Kulayigye. In azione anche elicotteri. La popolazione locale è esasperata per le violenze e attribuisce alle forze di sicurezza una scarsa vigilanza. Ad aprile scorso ADF aveva attaccato un altro villaggio, provocando la morte di almeno 20 persone. Gli islamisti, dice alla BBC Richard Moncrieff, dell’International Crisis Group, “prendono di mira le scuole come mezzo per reclutare bambini-soldato, ma lo fanno anche per l’impatto dello shock”. I musulmani costituiscono quasi il 14% della popolazione ugandese e ritengono di essere discriminati. Il fondatore dell’ADF, Jamil Makulu, è stato arrestato in Tanzania nel 2015 ed è detenuto in una prigione ugandese. Il suo successore, Musa Seka Baluku, ha promesso fedeltà al allo Stato islamico nel 2016. Alla fine del 2021 l’ADF ha condotto raid anche nel cuore dell’Uganda, inclusi attentati kamikaze nella capitale Kampala.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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