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venerdì, 24 Maggio 2024

Germania: il cancelliere Scholz sulle orme di Lina Merlin, ripensare norme sulla prostituzione legalizzata. Solo a Berlino i bordelli sono 500, per un giro d’affari miliardario

La Germania potrebbe ripensare le norme che legalizzano la prostituzione nel Paese. Il cancelliere socialdemocratico, Olaf Scholz, appare orientato a seguire le orme della senatrice socialista Lina Merlin, promotrice nel 1958 della legge che portò alla chiusura delle case di tolleranza in Italia . “Non penso che sia accettabile che gli uomini comprino le donne. Questa è una cosa che mi ha sempre indignato moralmente”, ha affermato in un recente question time al Bundestag, il parlamento tedesco.

Escort

Il cancelliere vorrebbe un giro di vite: la prostituzione “non deve essere accettata come una cosa normale. Bisogna fare di tutto per contrastarla”. Anche perché è spesso collegata ad abusi, violenza e all’attività di organizzazioni criminali. Dal gennaio 2002 in Germania la prostituzione è un’attività legale. In tutto il Paese sarebbero attivi 3mila bordelli, dei quali 500 soltanto a Berlino, per un giro d’affari valutato in oltre 10 miliardi di euro. Le prostitute hanno diritto come dipendenti a un normale contratto di lavoro, i bordelli sono imprese registrate e le escort sono tenute al pagamento delle imposte sul reddito e all’applicazione dell’IVA per i loro servizi. I bordelli – recensiti anche da siti italiani ‘specializzati’ nelle mete del piacere – propongono spesso per attirare i clienti tariffe all-inclusive con consumazioni, bus navetta gratuiti, sconti per gli anziani e per i tassisti, carte fedeltà e feste di sesso di gruppo.

Internet

In realtà, accanto alle squillo regolarizzate esiste una vasta platea di offerta esercita in modo autonomo in case private e con contatti via internet e social. Alcune stime indicano in circa 400mila le lavoratrici del sesso attive in Germania, a tempo pieno o part-time. Oltre il 60% delle prostitute è straniero e i due terzi di queste provengono dall’Europa centrale e dell’est. Con le parole di Scholz il dibattito è aperto. I cristiano-democratici, oggi in minoranza, chiedono di colpire innanzitutto i clienti. Il ministro tedesco per gli Affari della famiglia, la verde Lisa Paus, non prevede invece modifiche alla legge, integrata dalle nuove norme sulla protezione delle prostitute, entrate in vigore nel luglio 2017 e in fase di valutazione fino al 2025.

Preservativo

Le disposizioni prevedono la registrazione delle prostitute, controlli sanitari annuali e l’uso obbligatorio del preservativo. Anche i proprietari dei bordelli devono registrarsi e dimostrare la loro “buona condotta”, oltre a dover rispettare restrizioni alla pubblicità per i loro locali. Con una mossa eclatante il sindacato delle prostitute ha invitato il cancelliere Scholz in un bordello per un confronto: “Vorremmo mettere a disposizione la nostra competenza e invitarvi cordialmente a una discussione”. Il sindacato condivide con Scholz l’inammissibilità della tratta e dello sfruttamento di esseri umani, ma osserva che le lavoratrici del settore a luci rosse forniscono “servizi buoni e preziosi”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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