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venerdì, 23 Febbraio 2024

Maldive e India ai ferri corti. Nel paradiso delle vacanze la svolta anti-Delhi del neopresidente Muizzu

Temperatura diplomatica bollente ai Tropici, nell’Oceano Indiano. Maldive e India sono ai ferri corti. Il piccolo Paese insulare, paradiso internazionale delle vacanze esotiche di lusso, non ci sta a essere “bullizzato” dal vicino gigante indiano. Il neopresidente, Mohamed Muizzu, entrato in carica due mesi fa dopo una campagna elettorale all’insegna dello slogan “India Out”, le ha cantate al premier indiano, Narendra Modi: “Possiamo essere piccoli, ma questo non dà licenza per maltrattarci. Non siamo un Paese che si trova nel cortile di casa di un altro”.

Militari

Parole determinate, giunte al rientro da una visita ufficiale in Cina. Precisa la richiesta: Nuova Delhi deve ritirare entro il 15 marzo la propria presenza militare dall’arcipelago. Attualmente circa 70 soldati indiani sono di stanza alle Maldive, ufficialmente per gestire alcuni aerei ed elicotteri donati a Malé, per effettuare pattugliamenti sulle oltre 1000 isole coralline in un vasta area marittima. Ex sindaco della capitale Malé, Muizzu ha battuto alle ultime presidenziali l’uscente filo-indiano, Ibrahim Mohamed Solih. Nella campagna aveva ottenuto il sostegno dell’ex presidente Abdulla Yameen, condannato per corruzione, sotto la cui guida le Maldive avevano aderito all’iniziativa cinese Belt and Road, la Nuova via della seta.

Influenza

L’arcipelago al largo della costa meridionale dell’India occupa una posizione strategica su una delle rotte marittime più trafficate del mondo e in un’area in cui Nuova Delhi e Pechino competono per estendere la propria influenza. Con Muizzu la svolta pro Cina è stata immediata. Pechino dal canto suo si è impegnata a estendere i finanziamenti ad agricoltura e sanità e soprattutto alle infrastrutture, poiché l’innalzamento del livello del mare minaccia di rendere le Maldive inabitabili. Ma nei piani per ridurre la dipendenza dall’India, Malé ha anche annunciato accordi di assistenza sanitaria con la Thailandia e gli Emirati Arabi Uniti, l’import di beni di prima necessità e alimentari dalla Turchia e di medicinali da Europa e Stati Uniti. In risposta Modi, artefice dell’emergere dell’India come potenza economica e militare, a fine anno ha voluto punzecchiare i maldiviani, con un post su X e le immagini di una sua vacanza in un atollo corallino delle Laccadive, territorio insulare dell’Unione Indiana a nord delle Maldive.

Boicottaggio

La mossa è stata interpretata come un invito al boicottaggio da parte dei turisti indiani, al primo posto tra i frequentatori delle Maldive, seguiti da russi e cinesi. Di qui la reazione di Muizzu, deciso a cavalcare i sentimenti anti-India in un Paese di circa 520mila abitanti a maggioranza musulmana, anche in vista delle elezioni politiche del prossimo 17 marzo. Ma tra gli atolli è presente pure il sentimento di quanti preferiscono mantenere buoni rapporti con la vicina India. Un segnale preoccupante per Muizzu è venuto dal risultato delle recentissime amministrative nella ‘sua’ Malé. Nuovo sindaco, con una vittoria definita dagli osservatori “schiacciante”, è stato eletto il candidato del partito di opposizione, Adam Azim, seguace dell’ex presidente Solih. Insomma, il finale di questo confronto politico-diplomatico potrà riservare delle sorprese.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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