back to top
24.7 C
Roma
giovedì, 20 Giugno 2024

Alzheimer: i farmaci per la disfunzione erettile, come il Viagra, possono ridurne il rischio. Su “Neurology” lo studio dell’University College di Londra

I farmaci per la disfunzione erettile – come il Viagra, farmaco con il nome generico di sildenafil – possono ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Il morbo è una patologia neurodegenerativa a decorso cronico e progressivo ed è la causa più comune di demenza nella popolazione anziana dei Paesi sviluppati. I dati emergono da uno studio pubblicato da “Neurology”, la rivista medica dell’American Academy of Neurology. Secondo la ricercatrice britannica Ruth Brauer dell’University College di Londra, i farmaci per la disfunzione erettile, che agiscono dilatando i vasi sanguigni per consentire a più sangue di fluire, potrebbero essere legati a un ridotto rischio di malattia di Alzheimer.

Incoraggianti

“I risultati sono incoraggianti – sostiene l’autrice dello studio – e giustificano ulteriori ricerche”. Secondo la dottoressa Brauer: “Anche se stiamo facendo progressi con i nuovi trattamenti per l’Alzheimer, che agiscono per eliminare le placche amiloidi – le cosiddette placche senili – nel cervello negli stadi iniziali della malattia, abbiamo un disperato bisogno di trattamenti che possano prevenire o ritardare lo sviluppo della malattia”. Lo studio ha coinvolto 269.725 partecipanti maschi nel Regno Unito, con un’età media di 59 anni, a cui era stata diagnosticata la disfunzione erettile. I partecipanti non avevano problemi di memoria all’inizio della ricerca e sono stati seguiti per una media di cinque anni. I ricercatori hanno confrontato il 55% dei soggetti, che avevano prescrizioni di farmaci per la disfunzione erettile, e il 45% senza prescrizioni. Tenuto conto anche di altri fattori che potrebbero influenzare il tasso di malattia di Alzheimer – come l’età, l’abitudine al fumo e il consumo di alcol – i ricercatori hanno riscontrato che le persone che assumevano farmaci tipo Viagra e Cialis avevano il 18% in meno di probabilità di sviluppare l’Alzheimer, rispetto agli altri rappresentanti del campione.

Donne

I trattamenti per la disfunzione erettile agiscono rilassando i vasi sanguigni e aumentando il flusso sanguigno. Tale effetto potrebbe estendersi al cervello, dove una migliore circolazione potrebbe aiutare a eliminare l’accumulo di proteine tossiche strettamente legate al morbo di Alzheimer. Per la dottoressa Brauer: “Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati, saperne di più sui meccanismi di questi farmaci ed esaminare il dosaggio ottimale. Uno studio randomizzato e controllato con partecipanti sia maschi che femmine, potrebbe verificare se i risultati possano essere positivi anche per le donne”.

Futuro

Un precedente studio del 2021 condotto dall’agenzia governativa USA, National Institute of Aging, esaminando i dati delle richieste di indennizzo assicurativo, ha rilevato che il Viagra era associato a un rischio inferiore del 69% di sviluppare l’Alzheimer negli uomini anziani con diabete o ipertensione. Riferendosi allo studio pubblicato da Neurology, la professoressa Tara Spires-Jones, dell’Università di Edimburgo e presidente della British Neuroscience Association, ha rimarcato: “Questo studio non dimostra in modo definitivo che i farmaci per la disfunzione erettile riducano il rischio di Alzheimer, ma fornisce una buona prova che questo tipo di percorso merita ulteriori studi in futuro”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti