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lunedì, 27 Maggio 2024

Protesta agricoltori: in India lacrimogeni (anche con i droni) e cannoni ad acqua per evitare che la capitale sia invasa dai trattori

Paese che vai, agricoltore arrabbiato che trovi. Ma in India il premier sovranista, Narendra Modi, ha scelto il pugno di ferro per bloccare la marcia dei trattori su Nuova Delhi. La protesta denominata “Delhi Chalo” (“Marcia verso Delhi”), ha indotto la polizia a blindare preventivamente la capitale con barricate di cemento e filo spinato e a realizzare prigioni temporanee. Il lancio di lacrimogeni, anche con i droni, e i getti dei cannoni ad acqua hanno accolto gli agricoltori che puntavano a invadere la città.

Protesta

È la seconda volta che Modi si trova a fare i conti con la protesta dei contadini. Nel 2020, dopo un anno di manifestazioni e almeno 750 morti in tutto il Paese, il governo dovette cancellare le leggi che puntavano a liberalizzare il comparto agricolo. Ora gli agricoltori hanno ripreso la protesta, sostenendo che le loro richieste fondamentali non sono state soddisfatte, a partire dalla difesa dei loro redditi, che il governo aveva promesso di raddoppiare entro il 2022. I circa 200 sindacati del settore chiedono a gran voce una legge che garantisca un prezzo minimo di sostegno (MSP) per i loro raccolti. La condizione era già stata formalmente accettata dal governo nel 2021, ma sarebbe rimasta inevasa.

Blocco

Gli agricoltori indiani formano un blocco elettorale influente, nel Paese più popoloso al mondo, e Modi e il suo partito Bharatiya Janata Party (BJP) – che puntano al terzo mandato consecutivo dal 2014 alle prossime elezioni di aprile e maggio – vorrebbero non scontentarli troppo. Intanto Delhi si è trasformata in una fortezza e il cordone di sicurezza delle forze dell’ordine si è esteso a tutti gli Stati confinanti con il distretto della capitale. Lanci di lacrimogeni si sono registrati nella città di Ambala, a circa 200 km a nord e al confine di Shambhu tra gli Stati di Haryana e del Punjab. La polizia ha esteso i controlli anche ai vicini Stati di Uttar Pradesh e Haryana, attraverso i quali i contadini dovrebbero raggiungere la capitale. In Haryana, il governo statale guidato dal BJP ha sospeso i servizi Internet fino a martedì.

Pacificamente

“Ci muoveremo pacificamente e il nostro obiettivo è che il governo ascolti le nostre richieste”, ha detto all’agenzia di stampa indiana ANI Sarvan Singh Pandher, segretario generale del potente sindacato Kisan Mazdoor Morcha (KMM). “Abbiamo fatto del nostro meglio per risolvere i nostri problemi attraverso discussioni con il governo, ma loro insistono nell’opprimerci”. Dopo due non risolutive tornate di trattative, gli agricoltori hanno scelto di cingere di nuovo d’assedio la capitale e hanno convocato uno sciopero rurale a livello nazionale per il 16 febbraio, con il blocco delle principali strade in tutta l’India.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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