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giovedì, 13 Giugno 2024

India: a sorpresa il premier nazionalista Modi vince, ma non a valanga. Ottimo risultato dell’opposizione guidata da Rahul Gandhi

Sorpresa in India. Il premier nazionalista Narendra Modi vince le elezioni nel Paese più popoloso al mondo, ma non conquista l’attesa valanga di consensi. I primi dati a scrutinio in corso indicano che Modi con ogni probabilità otterrà uno storico terzo mandato, ma nello stesso tempo che il partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party (BJP) non sembra aver raggiunto i 272 seggi necessari per ottenere la maggioranza assoluta. E resta in ogni molto lontano dai 400 seggi che si proponeva di conquistare insieme agli alleati, per procedere liberamente a cambiamenti costituzionali.

Congresso

Il principale partito di opposizione l’Indian National Congress, guidato da Rahul Gandhi, ha creato una coalizione con dozzine di altre formazioni, riuscendo a incrinare la prospettiva dell’uomo solo al comando vagheggiata dal primo ministro Modi. La performance dell’opposizione è stata migliore del previsto, con più di 230 seggi conquistati e il Partito del Congresso ha quasi raddoppiato il suo risultato rispetto alle precedenti elezioni del 2019. Il partito di Gandhi, prima dell’irrompere di Modi, aveva dominato la scena politica indiana, guidando il Paese per decenni dopo l’indipendenza dall’Impero britannico.

Miliardo

Modi ora dovrà contare sugli alleati per formare il governo. Anche nel suo seggio nella città di Varanasi ha vinto, ma con un consenso inferiore al previsto. Le più grandi elezioni del mondo si sono svolte in sette fasi nell’arco di sei settimane, con quasi un miliardo di persone registrate al voto. Gli analisti attribuiscono il risultato non eclatante per Modi all’aumento dei prezzi, alla disoccupazione, alla controversa riforma del reclutamento dell’esercito e alla campagna estremamente aggressiva e divisiva da parte del premier, che potrebbe aver alienato gli elettori in alcune parti del Paese. Nello Stato dell’Uttar Pradesh nel nord dell’India, con una popolazione maggiore di quella del Brasile, il BJP ha perso quasi la metà dei seggi rispetto alla cavalcata del 2019.

Lok Sabha

Per avere la maggioranza al Lok Sabha, il Parlamento indiano, servono 272 seggi su 543. Per sfida, una volta conosciuti i primi risultati, i leader dell’opposizione non hanno escluso colloqui per la formazione di una loro coalizione di governo. Tuttavia, i leader dei partiti che con Modi danno vita alla alleanza NDA (National Democratic Alliance) – il TDP dello Stato meridionale dell’Andhra Pradesh e lo JD(U) dello Stato orientale del Bihar – hanno confermato l’appoggio al premier uscente, garantendogli i voti necessari per formare il suo terzo esecutivo. Modi nel discorso post voto ha elogiato la democrazia indiana, descrivendola come un esempio di “credibilità” ed “efficienza”. Si tratta, ha rimarcato, della “più grande vittoria del mondo. Una vittoria per gli indiani, un’impresa nella storia dell’India”.


Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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