L’idea di Europa del Manifesto di Ventotene “non è la mia”. Giorgia Meloni, in occasione del dibattito alla Camera sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani a Bruxelles, infiamma Montecitorio. Dalle opposizione si leva un unico grido: “Vergogna” e la seduta viene sospesa per due volte. Nella sua replica, nel secondo giorno di confronto parlamentare dopo il dibattito di ieri al Senato, la presidente del Consiglio ha toccato tutti i temi caldi e in particolare il piano Rearm EU proposto da Ursula von der Leyen. Ma a scatenare la bagarre sono stati i riferimenti della premier, alle fine dell’intervento, al testo ‘sacro’ del federalismo europeo, un vero e proprio arrembaggio secondo l’opposizione.
Manifestazione
Lo spunto è stato la polemica con la manifestazione pro Europa di sabato a Roma, convocata dall’appello del giornalista Michele Serra. “Non mi è chiarissima l’idea di Europa alla quale si fa riferimento – ha notato Meloni -. Nella manifestazione è stato richiamato da moltissimi partecipanti Il Manifesto di Ventotene. Ora, io spero che tutte queste persone, in realtà, non abbiano mai letto Il Manifesto, perché l’alternativa sarebbe francamente spaventosa”. E lo spavento, per Meloni, viene da alcune citazioni ad hoc contenute tra le pagine della “rivoluzione europea” proposta da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con il contributo di Eugenio Colorni, dal confino di Ventotene imposto loro dal regime fascista. Decontestualizzati dal momento storico, alcuni temi fanno scalpore per quella parte del pubblico poco avvezza alla riflessione politica. E soprattutto i richiami al socialismo, alla limitazione della proprietà privata e alla rivoluzione. Poi alla fine del florilegio di parte, Meloni scandisce: “Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia”.
Indignazione
Apriti cielo: indignazione alle stelle e una vera sollevazione delle opposizioni decise a contrastare il tentativo di storpiare e mettere in burletta un testo fondante del progetto di unificazione in chiave federale dell’Europa, per superare i nazionalismi che avevano portato alle dittature e alla Seconda Guerra mondiale. La segretaria del PD, Elly Schlein, replica a muso duro: “Giorgia Meloni non ha il coraggio di difendere i valori su cui l’Unione è fondata dagli attacchi di Trump e di Musk. Noi non accettiamo tentativi di riscrivere la storia. Meloni ha oltraggiato la memoria del Manifesto di Ventotene, riconosciuto da tutti come la base su cui si è fondata l’Unione europea. L’hanno scritto giovani mandati al confino dai fascisti, che non risposero all’odio e alla privazione di libertà con altro odio e altra privazione di libertà, ma con una visione che nell’Europa federale superasse i nazionalismi che nel nostro Continente hanno prodotto soltanto guerre, anche oggi”. Insomma, rimarca la segretaria dem: “Se siamo qui a discutere in un Parlamento democratico è grazie a persone come loro”. E a Meloni che “dice che quell’Europa non è la sua – incalza Schlein – chiedo se la sua Italia è quella della Costituzione, perché sono gli stessi antifascisti che l’hanno scritta. E stiamo ancora aspettando che si dichiari antifascista pure lei”.
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