Boccia ministro

Sfrontati, arruffoni, in grande confusione i governatori continuano a voler tenere il centro della scena. I ripetuti ammonimenti del Presidente della Repubblica sembrano essere subito usciti dalle orecchie di questi personaggi che pretendono di fare il bello e il cattivo tempo in Italia. Ora l’imperativo sembra essere quello di escludere i territori dall’ignominia della zona “scarlatta”, alla faccia della salute pubblica. La parola d’ordine è modificare i 21 parametri per la classificazione e ridurli a non più di cinque, nella speranza quasi stregonesca che ciò possa cambiare la situazione di estremo pericolo.

Parametri

Ancora una volta tocca al governo, che pur tra mille difficoltà e carenze si muove su di una linea di coerenza con il parere degli scienziati, calmare i bollenti spiriti governatoriali. Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ascoltato in Commissione parlamentare ha ribadito che i parametri usati per la classificazione a zone dell’Italia “sono gli stessi su cui la cabina di regia tra Stato e Regioni ha lavorato da maggio scorso e continuerà a farlo. Sono indicatori a garanzia della tutela della salute di tutti noi, sono oggettivi”. Boccia ha confermato che il confronto con gli enti regionali su “avviene ogni settimana. Se viene fuori una valutazione scientifica sui parametri bene, ma non posiamo politicizzare i parametri”. Il modello per la ‘zonizzazione’ dell’Italia “è nato con il decreto di aprile, questa è la 26/esima settimana di utilizzo di quel modello. Non è nato il 3 novembre – ha spiegato Boccia -, ma mesi prima, perché la fase di graduale riapertura l’abbiamo gestita con massima cautela nonostante le spinte per riaperture immediate” in estate. Un lockdown nazionale, come durante la prima ondata, “oggi non è più riproponibile, perché a marzo-aprile non c’era nulla: non c’erano le mascherine, i ventilatori per le terapie intensive. Oggi i parametri relativi ai ricoveri in terapia intensiva e ai ricoveri ospedali non sono da allarme rosso” e alle Regioni sono stati distribuiti 2 miliardi di materiali consumabili e non.

Calabria

Intanto in Calabria, in attesa delle decisioni del governo sul nuovo commissario dopo i tre clamorosi flop, è stato definito un accordo di collaborazione tra Emergency e la Protezione civile per “contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria”. In particolare, Emergency collaborerà nella gestione degli ospedali da campo, nel supporto all’interno dei Covid hotel e nei triage degli ospedali.

(foto webtv.camera.it)